psicoterapeuta

LO PSICOTERAPEUTA E LA CASA DEGLI ORRORI

A volte anche uno psicoterapeuta non ci capisce proprio una mazza su come si conquista (a letto) una donna!

Innanzi tutto vorrei sfatare un mito: ok le rose, ok le candele, ok le lenzuola di raso (possibilmente pulite), ma una donna in camera va lavorata ben bene. Certo, il romanticismo prima e dopo il rapporto è importante, una coccola, una carezza, un abbraccio…queste cose rimangono impresse nella mente delle donnine che, anzi, ricorderanno maggiormente proprio questi gesti.

Ma durante la guerra dei mostri NO! Vietato essere pappemolli, delicati, cippi cippi e coccodè…l’uomo deve essere il re dello zoo, il mister muscolo dello scarico, la trivella d’acciaio pronta al traforo del Monte Bianco!

Ma prima di arrivare alla meta tanto desiderata da voi maschietti, ovvero la visita alla cattedrale di Santa Vagiaina, ci sono tanti passi da percorrere, una scalinata molto insidiosa e, se si inciampa in uno scalino, si cade e non si potrà mai più risalire.

Lo sanno bene alcuni esemplari di scimmie che hanno avuto la malaugurata idea di uscire con me.

Lo Psicoterapeuta

Sono a casa, è estate, sono davanti alla tv in una tranquillissima serata, quando mi arriva un messaggio su Facebook da un biondo pazzesco! Tra l’altro non è neanche il solito sfigato con le quattro domande in croce, no, lui è diverso, mi lancia subito una battuta simpaticissima, io rispondo a tono e inizia questa partita a tennis, botta e risposta, con il sorriso stampato sulle labbra.

Il giorno dopo non vedo l’ora di ricevere altri messaggi che, infatti, arrivano!

Sbircio le foto del profilo: bello, biondo, occhi azzurri, labbra che sembrano leggermente rifatte, sopracciglia a postissimo, abbronzatura yea, psicoterapeuta, insomma…è lui, il principe azzurro: finalmente, amore mio, sei arrivato!

Come da copione, ci scambiamo i numero di telefono e iniziamo a scriverci e chiamarci.

Fino a che si arriva all’appuntamento.

Decidiamo di vederci per cena, parto da casa con un clamoroso ritardo (come sempre), arrivo a destinazione, parcheggio, maledico due o trecento individui che non si muovono e inizio la ricerca del principe azzurro. Considerate che l’ho visto solo in foto, quindi potrei beccare chiunque e scambiarlo per lui.

Ad un certo punto vedo un biondissimo, altissimo, purissimo ragazzone che si muove verso di me…è luuuuuuiiiiii!

Occhi a cuore, penso che lo amerò tutta la vita!

Andiamo a cena, lui è molto conosciuto in zona, quindi questo mi tranquillizza. Chiacchieriamo, ridiamo, la serata procede alla grande, lui mi guarda negli occhi, io lo guardo negli occhi, ci sfioriamo una mano, addirittura ci scambiamo due fette di pizza…e ragazzi, quando un uomo baratta la sua pizza triplo formaggio, peperoni e salsiccia in cambio di una misera margherita, vuol dire che è vero amore!

Finita la cena mi accompagna alla macchina e lungo la strada mi prende per mano.

Ma, arrivati al parcheggio, mentre io faccio di nascosto il controllo-alito, sicura che di lì a poco si sarebbe scatenato un clamoroso limone, lui mi bacia una guancia e mi dice, con la voce suadente di Ridge di Beautiful:

“Sono stato benissimo, grazie per la splendida serata. Ora dovrei baciarti, ma non voglio rovinare e vanificare queste emozioni che sento dentro. Ti lascerò andare via così, accompagnandoti con un dolce bacio nella fronte. Ma voglio rivederti, questa è una promessa!”.

Salgo in macchina un po’ frastornata…ho gli occhi sempre a forma di cuore, ma non mi era mai capitato di uscire con un ragazzo, passare bei momenti e manco un pezzettino di lingua..niente di niente!

Forse non gli piaccio abbastanza? Forse ha un’altra? Solite pippe femminili…

Il giorno dopo ci sentiamo per telefono…

“Sono stato benissimo, devo assolutamente rivederti…questo weekend! Ti porto in un posto stupendo, ceniamo insieme venerdì sera, poi bagno in piscina e dormiamo insieme. Se mi dai l’ok prenoto!”.

“Supermegatomico ok!!”.

Così lui prenota…mi aspetta un weekend bomba, con il principe azzurro, relax e tanto tanto tanto sessoneeeeeeeeeee!

Passano i giorni della settimana, fila tutto liscio, sono super gasata per il weekend che mi aspetta..quando…ecco l’imprevisto: sabato mattina devo lavorare!

Avverto il principe, lui si incazza (giustamente), ma decidiamo di vederci comunque.

“Allora senti, mi scoccia un po’ questa cosa…avevo prenotato. Ma ok, ripieghiamo. Va bene se vieni a cena a casa mia? Non faccio venire mai nessuno, quindi ritieniti fortunata! Ho tutte le mie cose per le quali sono molto geloso, un po’ di disordine, ma faremo così”.

“Tesoro, non verrò a rubarti nulla e per il disordine non preoccuparti…vedessi da me! Dai, allora andata, poi mandami la via e grazie per la comprensione. Per farmi perdonare porterò il dolce!”.

Arriva il venerdì, salgo in sella alla mia potentissima auto, compagna di inenarrabili avventure, recupero un dolce e parto. Arrivo nella via indicata, lui esce di casa e mi accoglie nel parcheggio.

“Ben venuta nella mia dimora”!

Entro…ambiente un po’ scuro, molto etnico, musica etnica, tappeto etnico…ma siamo in Africa? Però tutto molto particolare. Mi sembra anche abbastanza in ordine.

“Vieni, andiamo in cucina, così preparo!”. Ho una voglia di baciarlo incredibile, mi sento veramente un’energia da paura, poi l’odore dell’incenso…ma devo calmarmi.

Così entriamo in cucina…e, all’improvviso tutto si trasforma, le mie fantasie si congelano, i miei ormoni collassano, sono appena entrata nella camera degli orrori!!!
Voi non potete capire cosa non c’era in quella cucina! Lerciume, molliche, forse qualche animale morto nel frigo…oh mio dio! Un pensile a rischio collisione con il pavimento, sopra il tavolo posate sporche chissà di quanti giorni fa…

“Accomodati pure”!

Cazzo, ora devo pure sedermi in questo schifo…ho l’abito bianco e verde, mi viene da piangere.

Mi siedo proprio sulla punta della sedia, mi giro verso il mobile della cucina….polvere, pezzettini neri qua e là, avanzi di non si sa che schifo di pasto.

Lui, fischiettando, inizia a cucinare: tira fuori il riso, speriamo non ci siano i vermi dentro, dei funghi, un olio carissimo e mi spiega:

“Nella cucina a me piacciono gli ingredienti giusti, non mi interessa se costano un po’ di più, ma io pretendo la qualità!”

Si, ma non la pulizia!

Inizia ad apparecchiare ed estrae una tovaglia, la stende all’aria per posarla sul tavolo ed a me, di rigetto, arriva una puzza nauseabonda. Prende due bicchieri, preferisco non vedere se sono sporchi o puliti, e versa del vino…santo alcol, aiutami tu!

Infatti, per farmi forza, mi attacco al vino e, a metà cottura del riso, sono già ubriaca.

Tutto pronto, si mangia!

Devo riconoscere che il principe, nonché maiale, sa cucinare abbastanza bene ed è vera la storia dei prodotti di qualità, ma tutto il resto ko.

Mangiamo, mi rilasso un po’, continuo a bere, finiamo il risotto ed ecco il dolce!

Per fortuna l’ho portato io, così so che non ci sarà una contaminazione di microbi. Si tratta di un semifreddo, andrebbe in frigo, ma ovviamente il principino lo ha lasciato nel piano della cucina, quindi si è un po’ squagliato. Apre la scatola, prende lo stesso coltello con cui ha tagliato il parmigiano e me ne taglia una fetta. E dove me lo serve? Nel piatto dove ho appena mangiato…funghi, parmigiano e semifreddo alla nocciola, il top! E, ovviamente, niente cucchiaino, si mangia con la forchetta!

Prendo un altro bicchiere di vino, alcol alcol alcol tutta la vita!

“Bene, spero ti sia piaciuta la cena. Ora alziamoci, laverò i piatti più tardi…”

Tradotto: li lascerà sul tavolo almeno 4 o 5 mesi.

Andiamo in sala, io un po’ barcollo, lui mi prende e mi bacia.

Questo bacio, sono sincera, mi fa un attimo distrarre dallo schifo della cucina e mi lascio andare…ma forse mi lascio troppo andare perché finiamo in 5 secondi in camera. L’abito bianco e verde non so dove sia finito.

La camera dello psicoterapeuta

Mi butta sul letto, la luce è spenta e iniziamo ad aggrovigliarci. Sto principe è un mezzo atleta, vai che ci si diverte, poi però decide di prendere un preservativo ed accende la luce.

TRAUMA TOTALE!

Cosa hanno visto i miei poveri occhi!!!! Un ventilatore incrostato di ragnatele, un comò ricoperto di candele e cera, una tv del 1915 con almeno 8 strati di polvere, vestiti ovunque, libri per terra, teste in legno di non so checcavolo di significato…ma, ecco la zozzeria più assurda: alzo le lenzuola e cosa trovo dentro il letto? Un fazzoletto usato!!!!
Sono sconvolta, ma lui non se ne accorge, riprende il suo tum tum tum (e qua non ho nulla di offensivo da dichiarare), fino a che raggiunge l’apice del piacere, in fiume straripa, il vulcano erutta, i tamburi della danza africana battono a ritmo incontrollabile!

Lui termina la performance, si alza, toglie il guanto dorato dal suo amichetto, pieno di delicato nettare bianco e…lo lancia nel comò!

“Tu non hai fame? Aspetta che vado a prendere un po’ del tuo buonissimo semifreddo”!

Torna in camera con la scatola del dolce, senza piattini e posate…affonda una mano non lavata nel dolce e mangia.

Dio mio…voglio vomitare!!

Finalmente va in bagno ed io cerco disperatamente i miei vestiti, dove cavolo solo le mie scarpe? Io i piedi nudi non li appoggio per terra!

Mi ricompongo per metà…ma lui rientra.

“Ma non vorrai andartene via ora”!

“Beh, domani lavoro…dovrei andare….”

“Dai, rilassati un attimo…vieni qui accanto a me”.

Mi prende e mi fa sdraiare vicino a lui, mette la mia mano sopra il suo petto e me la incastra ben bene tra le sue.

“Le prossime volte poi ci organizziamo meglio, vorrei che il nostro diventasse un rapporto, mi piac…”

Silenzio, sarà morto? Ah no, si è addormentato! Ma non sta semplicemente dormendo, eh no…ronfa da paura, tra un po’ mi sfonda un timpano.

Cerco lentamente di sfilare la mano dalla sua presa, mi muovo agile e silenziosa, ci sono quasi…ma, cazzo, lui si sveglia.

“Dove vai amore?”

“Emh…no, dai…sono stata benissimo, ma è tardi…devo fare parecchia strada…tu continua pure a dormire, ci sentiamo presto. Baci baci”.

Scappo più veloce della luce…via via via…aprite gli idranti, ripulitemi, amuchina non lasciarmi mai più, il principe può anche rimanere nel suo castello puzzoso, ma io e te staremo insieme tutta la vita!

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