terzo

E IL TERZO…GODE!

E il terzo gode…è proprio così? Nel mio caso, in effetti,la tradizione ha rispecchiato esattamente l’esito della giornata!
Partiamo dall’inizio: è sabato mattina, mi sento in fase shopping, quei rari giorni in cui decido di prendere il mio santo bancomat e giù di PIN, come se non ci fosse un domani!
Mi trovo, quindi, in un centro commerciale a dar fondo a quel povero conto in banca, quando mi arriva un messaggio, si tratta di una vecchia conoscenza, l’uomo più veloce della terra, colui che sfida quotidianamente Flash, il supersonico, velocissimo…tatatatatata…OTTO!! Ve lo ricordate? Jacuzzi e compagnia bella!
Non so come cavolo abbia fatto, ha probabilmente acceso il radar e captato le mie onde elettromagnetiche, sta di fatto che ero praticamente a 200 metri da casa sua…ebbene si, OTTO è realmente andato a vivere per conto suo, ecco perché non poteva dedicarsi alla nascita della nostra fantastica storia d’amore.
Insomma, mi chiede di andare a prendere un caffè (io, la nera bevanda, manco la bevo), ma accetto, dopo tanti mesi potrebbe essere carino rivedersi e poi voglio osservare questa famosa casa per la quale non mi ha potuta cagare.
Esco dal centro commerciale, giro a destra, giro a sinistra, Otto mi ha dato delle indicazioni, ma direi alla caxxodicane, tanto è vero che mi perdo.
Dopo circa 200 bestemmie, qualche divieto e un pieno di benzina, arrivo nel suo appartamentino. Otto mi apre in pigiama, ma devo ammettere che è sempre molto carino!
Mi prepara il caffè, parliamo del presente, del passato, ricordiamo la nottata nella Jacuzzi, il mio cuore spezzato (la fregatura presa) e, tra una parola e l’altra, Otto affonda la lingua.
Sinceramente questo fuori programma, per quanto piacevole, non era affatto previsto e mi trovo a giocare questa partita di sfonda-affonda, con Otto pronto all’attacco, intento in questa avvincente partita, deciso a fare gol.
Ma, sticazzi, non esiste proprio che da un semplice caffè poi ci si trasforma in due lottatori di Sumo, per cui ringrazio, saluto e me ne vado, lasciando Otto, che nel frattempo è diventato Diciotto, a godersi la sua adorata casina in beata solitudine. Anche perchè, diciamocela tutta, nel pomeriggio avevo un appuntamento con quello che diventerà il secondo moro della giornata.

IL SECONDO

Proprio così, ho conosciuto virtualmente…manco vi dico dove…un moro che sembra simpatico e quasi quasi per il verso.
Il ragazzo addirittura prende la macchina per incontrarmi (cosa rara di questi periodi, visto che ormai il cavallo degli azzurri principi sembra morto di dissenteria) e ci incontriamo in un parcheggio.
Dal vivo, in effetti, non è esattamente come me lo ero immaginato: alto, moro, non male, ma non scocca la scintilla, non sento il brivido dell’ammmore percorrere le mie costole.
Però sembra simpatico, lo carico in macchina e lo porto a mangiare un gelato.
Parliamo, ridiamo, è senz’altro un ragazzo in gamba, anzi, lo sponsorizzo caldamente, ma si crea una sorta di amicizia fraterna, dove non ci sono sguardi furbetti ed ammiccanti, mani che si sfiorano, ormoni che iniziano il ballo della taranta.
Tanto è vero che decido di farmi accompagnare a comperare un costume, tanto è diventato ormai come un fratello acquisito!

IL FRATELLO ACQUISITO

Andiamo in un negozio “Ammazza che prezzi”, poi in un altro “Dio, che robe oscene”, ma poi decidiamo di entrare nell’ultimo, sperando di trovare qualcosa di decente (visto che, a breve, partirò per una vacanza…nella quale, chiaramente, capiterà di tutto…ed il costume è fondamentale)!
La commessa mi passa due o tre costumi, io vado nel camerino e inizio a provare i mini pezzi di stoffa, chiedendo a F.A. (Fratello Acquisito) pareri e consigli.
“Meglio il blu?”
“Secondo me un po’ ti sbatte”
“Provo il fuxia?”
“Vai con il nero, fidati”
Ok, che nero sia. Provo, tolgo, pago, esco dal negozio…habemus costumem!
Sono soddisfatta, ho trovato ciò che cercavo, vaneggio e parlo di non so cosa, sono felice!
Quando una donna è entusiasta del suo acquisto si sente nel regno dei cieli, ma, in questo casino di belle sensazioni, non mi accorgo che F.A. ha cambiato espressione, non è più il cicciopiccio, cuccicucci, paciocconebello di prima, ma ora ha lo sguardo da labrador assassino.
Oh Maria, e adesso? Cosa vorrà questo?? Lo riaccompagno alla macchina, mi fermo, lui si avvicina sempre di più, vedo i suoi occhi sempre più grossi, che si muovono dritti dritti verso di me…
“Ciao, devo andare a casa!”
“Ah ok, devo scendere?”
“Si Bro, è meglio che scendi”.
Lui si allontana e noto un certo rigonfiamento nella parte anteriore dei suoi jeans…
Lo scarico e fuggo….ok alle esperienze alternative, ma con i fratelli anche no!

IL TERZO ED ULTIMO

Torno a casa, questo sabato si prospetta più impegnativo del previsto! Ma non è ancora finita, infatti è la volta del terzo individuo di sesso maschile della giornata, un batterista che mi ha invitata a cena e mi porterà a strafogarmi di ciccia.
Ci incontriamo in un parcheggio non lontano da casa mia, accende la macchina e via…si parte!
Durante il viaggio inizia a raccontarmi della sua vita, capisco che è un ragazzo estremamente sensibile, abbiamo molte cose in comune: entrambi soffriamo di ansia ed andiamo in panico se siamo sotto stress, direi che siamo in una botte di ferro!
Arriviamo al ristorante, un posto abbastanza rustico, il covo della fiorentina, con quintali di bistecche pronte ad essere abbrustolite, con quel tipico odore meraviglioso del lardo appena cotto alla brace.
Io c’ho una fame che mi spazzolerei via volentieri mezza vacca, ma devo ricordarmi che sono una signorina e che devo darmi un contegno.
Ordiniamo un buon antipasto misto, una grigliata ed una bella bottiglia di rosso, per annaffiare il tutto!
Come dicevo, il ristorante è molto caldo, con le tende rosse, una luce soffusa e delle sedie ricavate da alcuni tronchi d’albero…sembra di stare in un mondo incantato, con qualche nano o qualche elfo pronti a sbucare fuori all’improvviso!
Il batterista è veramente molto gentile, mi racconta delle sue vecchie storie, di cosa cerca in una donna, ma poi, all’improvviso, inizia ad avere una sorta di convulsione…cioè, non è che si stesse sentendo male, ma si tocca la fronte, suda, si muove a scatti, mi guarda e poi ricomincia a gesticolare…pensavo gli stesse prendendo un brutto male.
“No, ma sei tu!”
“Io?”
“La donna che ho sempre aspettato, sei tu!”
“Ioo??”
“La madre dei miei figli, la mia futura sposa, sei tu!”
“Iooooo???”
“Senti…senti il mio cuore…mi sto innamorando…”
Gli metto una mano sul petto ed, effettivamente, ha qualche extrasistole di troppo.
“Vieni a sedere in braccio a me, ti prego!”
Mi prende e mi posiziona sopra le sue gambe…
Io sono incredula, ma come minchia è possibile che un cristiano che, apparentemente, sembra normale, all’improvviso viene morso da non so quale bestia e si trasforma nell’uomo più innamorato della terra? Non so se ridere, piangere, già mi vedo ingrassata di 3000 kg con 5 o 6 marmocchi, tutti che mi girano attorno e io che vado in palla perché devo finire di preparare la cena!
Dicevo…mi siedo sopra di lui, ci abbracciamo e mi stringe forte…”Sei la mia piccola, il mio angelo, la donna che….bla bla bla”
Ascolto queste parole e, nel frattempo, mi casca l’occhio in uno di quei tronchetti in formato sedia.
Il tronchetto, all’improvviso, prende vita, mi guarda e scoppia a ridere…
“Puahahahhaah, preparati, questo qua tra due giorni ti sposa e ti ingravida…puahahhaah”
Il tronchetto maledetto si sta prendendo gioco di me!!!!
Mi stacco dalla presa del batterista, il tronchetto ha ragione, questo ragazzo vuole incastrarmi!
Ok, riprendiamo in mano la situazione, dunque…bellissimo l’amore, buonissimo il vino, grassissima la carne, ma ora stiamo superando un po’ i limiti.
Fino a pochi giorni fa manco lo conoscevo questo individuo e ora mi si proietta davanti una vita fatta di biberon, corse per fare la spesa, banchetto di nozze e una vita da condividere con un mezzo sconosciuto. No, forse non è esattamente quello che voglio e questo non è il posto giusto dove pensare a certe ipotetiche evoluzioni, soprattutto non con quel tronchetto maledetto che mi prende per il culo!
Usciamo dal ristorante, io sono ancora parecchio frastornata, ma ormai il vino e la sambuca hanno preso possesso del mio corpo e mentre la testa mi dice “Vai a casa, fingi un mal di denti, testa, occhio, orecchio….”
Il mio corpo si avvicina al suo, lui mi prende per i fianchi, le sue labbra avvolgono le mie e track…succede il delirio.
Saliamo in macchina, lui si dirige verso uno spazio discreto e scuro, parcheggia…sono in trappola. Volano jeans, abito, scarpe, mutande, calzetti…la macchina si trasforma in un bagno turco, i miei capelli evaporano, la lotta ha inizio.
Rimaniamo in questa palude fatta di vapore e sudore non so quanto tempo, poi riprendiamo i sensi e torniamo verso il mondo dei vivi.
Ci salutiamo con un bacio (l’ultimo) e, come la miglior Cenerentola della famiglia Disney, scappo e torno nelle mie stanze.
I giorni dopo non vi sto a dire il patema d’animo di quest’uomo, e più lui mi scriveva più io ricorrevo alla tattica del camaleonte, non vedo – non sento – non rispondo!
Fino a che mi chiede un chiarimento, un incontro per capire come mai il nostro futuro insieme sembrasse compromesso.
Ci incontriamo in un bar, un appuntamento pacifico, senza tronchetti tra i piedi, e gli spiego che due persone, prima di innamorarsi, devono passare assieme qualche periodo; non bastano una cena, due numeri in macchina, due ore passate assieme per capire di essere fatti l’uno per l’altra.
Lui sembra capire, mi chiede un’opportunità, ci baciamo…e, sinceramente, in quel momento capisco che forse potrei sbilanciarmi e provare a viverlo, sciogliendo il ghiaccio del mio cuore (che cosa strappalacrime)! Si, ok…voglio provarci.

VOGLIO PROVARCI

Dopo un bellissimo e caldo bacio torniamo a sedere in maniera composta, del resto siamo in un locale pubblico, e lui decide di raccontarmi una storiella per sdrammatizzare!
“Sai, qualche tempo fa avevo deciso di comperarmi casa. Chiamo la banca, preparo tutto per poter procedere con l’acquisto, poi una sera torno a casa da mia madre dopo il lavoro, entro e mi accoglie un odore di ragù straordinario, un sugo magnifico che aveva preparato la mia mammina solo per me. Mi siedo a tavola, inizio a mangiare e lei mi dice “che ne pensi se domani, con questo ragù speciale, ti preparo le tagliatelle”? Ecco, in quel preciso momento capisco che rinunciare alle tagliatelle di mia madre è proprio una pazzia, così chiamo la banca e disdico tutto. Ma dove la trovo un’altra che mi prepara delle tagliatelle così?”
Bene, perfetto…cazza la randa, stoppa i motori, qua scendo all’istante!!!!!
Non so voi, belledonne, ma io di stare con un uomo che non riesce ad allontanarsi dalle tagliatelle di mamma…non ci penso proprio!
Quindi ritorno in modalità single a vita e vai con il prossimo giro di waltzer.

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