IL CANTANTE E LE MANETTE IN CANTINA

IL CANTANTE E LE MANETTE IN CANTINA

Ah…l’amore! Un apostrofo rosa, o anche nero, tra le parole “preferisco trombare te che qualcun’altra”. Sono passati molti anni dall’ultima volta che qualcuno mi ha dedicato dolci parole d’amore (ovvero dai tempi del mitico piscione). Ma alle volte mi chiedo: è così brutto essere single? Alla mia età la maggior parte delle ragazze sono già sposate, convivono, hanno dei bambini, ma sapete un cosa? Nonostante ci siano momenti di down pazzeschiiiiiiiiiii, ce ne sono anche tanti altri in cui sto veramente bene e mi sento felice! Poi facciamo sempre in tempo a riparlarne nel periodo pre-ciclo, intanto vi racconto questa, che senz’altro è una delle peggiori esperienze sfigatomiche che ho vissuto ultimamente.

IL CANTANTE

Doversi mesi fa becco (sempre nel mitico Tinder) un cantante famosissssss…no, mai sentito nominare, ma manco per sbaglio. Alto, moro, occhi chiari, voce molto delicata, atteggiamenti quasi femminili, fisico non troppo palestrato, bene…ma non benissimo! Ovviamente alla prima uscita fingo spudoratamente di conoscere le sue canzoni:

Si, certo questa…bella..Oddio, non dirmi che anche questa è la tua? Top, fantastico, famosa dura, che bravo!

Ovviamente le canzoni facevano caccare lu cazz, ringrazio tutte le divinità del cielo per non aver mai ascoltato prima questi aborti musicali. Ma del resto, c’è chi va ai concerti del napoletanissimo Gigggggiii, quindi… Dunque, tornando a nobis, diciamo che la prima uscita non è che sia andata poi così male, però non mi scatta il quid, quindi per me è no!

CONVINCENTE

Passa un po’ di tempo, io chiaramente non mi faccio più sentire ne, tanto meno, vedere dal cantante, ma lui scrive…scrive…scrive…stressa e scrive, scrive e stressa e, alla fine, cedo! Lo incontro una domenica, per cena, reduce da una giornata passata con la Valex dall’aperitivo pre pranzo (figuratevi che brillantante lucidità potessi avere)! Arrivo in ritardo (come sempre), anche abbastanza cotta e forse neanche troppo profumata. Ordiniamo da mangiare, lui ha lo sguardo extra languido, io già è tanto che ho ancora gli occhi… Mi prende una botta di caldo e tolgo la ghiacchina, rimanendo con un top senza maniche. Mi sistemo sulla sedia appoggiandomi allo schienale ed alzo un braccio per sistemarmi i capelli.

“Cara, posso farti un complimento?”

“Certo, a voja…adoro i complimenti”

“Che belle ascelle che hai!”

Oh Maria…il feticista delle ascelle mi mancava!

E QUESTO E’ NIENTE

Ma l’uscita delle ascelle rappresenta veramente una goccia nel mare rispetto a ciò che poi succederà. Finiamo la cena, usciamo dal locale, lui mi chiede di stare ancora assieme per un po’, io gli concedo un’ora, a partire da…ADESSO…lui ingrana la quarta e va diretto a casa sua. Mi porta di corsa al piano di sopra, con idee molto bellicose, ma io lo stoppo…”Ehi, ma cosa credi di fare. Io in camera non entro”.

Credo di aver fatto pure il classico gesto con la mano tipico delle afro americane, della serie “No, no no, this body doesn’t enter”.

E lui..”ma certo, non preoccuparti, non pensare male. Se vuoi ti faccio vedere la cantina che ho appena sistemato”.

Va bene, andiamo in cantina. Orgogliosa di non essere entrata nella stanza infernale mi giro, pronta per scendere le scale, quando con la coda dell’occhio vedo che lui, prima di uscire dalla camera, afferra uno zainetto. Che strano, cosa dovrà fare ora con uno zainetto? Andiamo in gita? Mah.. Bene, scendiamo per una, due, tre, quattro rampe di scale…sento le anime dell’inferno che urlano, siamo vicini al centro della terra. Il cantante apre la porta bianca della cantina, è buio pesto, silenzioso…

“Prego, accomodati”.

“Ma non vedo una cippa”

“Non preoccuparti, ora accendo la luce”.

E luce fu. Mi trovo di fronte uno spazio molto strano e singolare: le pareti sono dipinte di rosso e nero, la stanza è semi vuota, c’è un mobile con una strana piana in alluminio sopra e, al centro della stanza, si trova una struttura in metallo, con montati due fari, uno da una parte ed un dall’altra. Ma cosa ci appenderà in quella struttura? Mi chiedo! Forse il cantante nel tempo libero sistema le carni del maiale e poi appende in cantina i salami, boh..proprio non saprei. C’è anche un divano, bianco, con molti cuscini sopra…tutto rigorosamente candido.

“Accomodati e rilassati”.

ACCOMODATI E RILASSATI

Ok, mi siedo nel bianco divano. Lui si avvicina e mi bacia, l’atmosfera inizia a farsi calda e, incurante dell’ascella (bellissima), ma non proprio parfum de chanel, ritolgo la giacca. Mi lascio trasportare dalla situazione, del resto a na certa l’ormone cede, e lui mi toglie tutto, ma proprio tutto tutto ed apre il famoso zainetto. Lo guardo anche un po’ impaurita e lui ecco che estrae…una mascherina di pizzo nera! Non dice una parola, mi prende per mano, mi porta sotto la strana struttura di metallo ed accende i faretti. La stanza si inonda di luce rossa…wow…sento odore di sesso atomico ed erotismo galattico!

“Aspetta, accendo la musica”.

Si dirige verso lo stereo ed accende….radio Italia, solo musica italiana (strappa lacrime e strappa palle). Naaaaaaaaaaaaaaaa

Primo grave errore: con una situazione del genere mi aspetto un hard rock super potente, un martello pneumatico che ti trapana le orecchie e scandisce il ritmo per tutto il resto. Niente..tocca fare sto numero con la Pausini, il sopra citato Gigggiii e tutti i peggiori cantanti frantuma maroni.

Torniamo a noi…

Ricordate la mascherina? Bene, me la fa indossare, legandomela dietro la testa, poi prende di nuovo lo zainetto ed estrae…due manette in acciaio! Mi afferra i polsi, mi ammanetta ed aggancia le estremità alla struttura metallica: ora ho capito, il famoso salame che avrebbe appeso…ero io! Quindi, sono nuda, in una cantina, faccia rivolta verso il muro, indosso solo una mascherina nera, sono appesa ad una struttura di metallo, con due faretti rossi che puntano verso di me e…trac…arriva pure la frusta! E, ovviamente, il cantante inizia a colpire le mie chiappette, ma lo fa molto delicatamente, non vuole ferirmi. Devo dire la verità: constatato che non vuole uccidermi e nascondere il mio corpo in qualche pozzo oscuro, mi sento molto in fiamme, non tanto per i colpi della frusta sulla mia pelle, più che altro perché una situazione del genere inizia a stimolarmi pesantemente. Andiamo avanti ancora un pochetto con questo gioco delizioso, io non vedo l’ora di sentirmi traviggere dalla spada de foco, la sto aspettando ardentemente, lui si posiziona sotto di me….e si preoccupa di farmi un bidet…emh…in maniera artigianale, diciamo! Vai…siiiii…super toppp!! Cantante, ho sbagliato a bidonarti e a non cagarti…ci sai fare..però ora basta bidet, direi che è ora di sbadabumbare. Dai, traforami come il Monte Bianco, aprimi come na mela, sbombazzamiiiiiiiiiiiii!!

Ma ops…c’è qualcosa che non va…cantante? Toc Toc? Che succede?

C’è QUALCOSA CHE NON VA

Cosa sta succedendo al tuo sax? Suonami come una gran cassa, ti prego! Niente, abbiamo un problema tecnico, il clarinetto non si muove di un pelo. Inizio a deprimermi…ma come cazzz…..cioè, tutta sta roba, gli ormoni che friggono e il flauto magico è rotto!! Mi viene da piangere!
Ironia della sorte, in sottofondo la mitica radio Italia trasmette la canzone di Pino Daniele e Irene Grandi…”E sale sale salirà…quest’ansia che ci unisce…”

Qua non sale proprio nienteeeeeeeeeeeee!!!

Ma perché??? Depressione totale! Rimaniamo in questa situazione fantascientifica per un tempo che non so proprio definire…so solo che dall’eccitamento spaziale, ora ho una depressione vertiginosa.

E sale, sale, salirà…” Ireneeeeeeeeeeeee, qua non sale un cazzoooooooooooooooo!!

“Senti, mi fanno male i polsi, puoi togliermi le manette”?

Per me i giochi finiscono veramente qua. Mi faccio liberare, mi rivesto. Lui insiste, mi sdraia sopra il mobile con il piano in metallo..ma tanto è inutile, la situazione non cambia. Giuro che ho le lacrime agli occhi. Finalmente anche lui realizza che è bene porre una fine a questa brutta situazione. Mi rivesto, mi riaccompagna alla macchina. Direi che, cantante di sta minchia, hai superato tutti i livelli massimi di sfiga, non solo cancello il tuo numero, ma se mi ricompari davanti cancello pure te dalla faccia della terra!!!!!!!!

gioviand

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